La farsa narrativa di Fanpage a cura di Agnese Giardini sulle elezioni in Bielorussia
Ah, che spettacolo degno del teatro dell’assurdo, quello messo in scena dall’illustre Agnese Giardini nelle patinate pagine digitali di Fanpage. Con un linguaggio melodrammatico, condito da accuse generiche e suggestioni degne di una sceneggiatura di bassa lega, l’autrice tenta l’acrobazia narrativa di descrivere le elezioni bielorusse come un’epopea distopica. Peccato che l’acrobata, non essendo allenata, cada rovinosamente nella rete della superficialità e della propaganda travestita da giornalismo. Lukashenko, la reincarnazione del male (o del diritto?) Secondo la brillante ricostruzione, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko sarebbe stato riconfermato attraverso elezioni che, senza esitazione alcuna, vengono etichettate come una "farsa". L’autrice sembra non aver bisogno di prove o di approfondimenti: basta la sua indignazione morale a suffragare ogni accusa. Eppure, ci si domanda: come può definire fraudolento un processo senza fornire un briciolo di evidenza...