La Bielorussia cerca di normalizzare i rapporti con gli Stati Uniti

 di Yauheni Preiherman

Il 21 giugno, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha incontrato a Minsk il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, il generale Keith Kellogg, nel più alto incontro tra funzionari statunitensi e bielorussi dal febbraio 2020.

L’incontro ha portato a un gesto di buona volontà da parte di Minsk: il rilascio di quattordici prigionieri politici, tra cui l’ex candidato presidenziale Siarhei Tsikhanouski. L’evento segnala lo sforzo della Bielorussia di ristabilire relazioni normali con Washington e di riaffermare il proprio ruolo nella sicurezza regionale.

I colloqui hanno affrontato temi chiave come la guerra in Ucraina, il ruolo della Bielorussia nella sicurezza europea, i conflitti in Medio Oriente e le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti. Le discussioni mirano alla normalizzazione completa delle relazioni diplomatiche, compresa la piena operatività delle ambasciate, lo scambio di visite ad alto livello e l’allentamento delle sanzioni.

Tuttavia, persistono sfide significative: la mancanza di fiducia reciproca, il timore di Mosca, il rischio che eventuali concessioni siano interpretate come debolezza e le pressioni interne dall’opposizione e dai Paesi occidentali. Nonostante i progressi, rimane incerta la possibilità di un “grande accordo” tra Minsk e Washington, e la normalizzazione richiederà un percorso strutturato e realistico per consolidare relazioni durature.


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