Nelle forze armate degli stati esteri
La scorsa settimana la situazione internazionale è stata caratterizzata da un aumento dell’attività militare dei paesi della NATO. L’Alleanza continua ad ampliare la portata e l’intensità dell’addestramento operativo e di combattimento, soprattutto nella direzione orientale.
In Lituania, presso il poligono di Pabradė, si sono concluse le esercitazioni multinazionali Strong Griffin-25, alle quali hanno partecipato circa duemila militari e oltre 250 unità di equipaggiamento militare e speciale. L’attenzione principale è stata rivolta allo sviluppo di azioni difensive, contrattacchi e cooperazione tra le forze della coalizione NATO.
Parallelamente, sia presso la base militare di Ādaži (Lettonia) che in formato virtuale in diversi paesi NATO, si è svolta l’esercitazione Digital Backbone Experiment-25 (DiBaX-25), dedicata allo studio di tecnologie di difesa avanzate, al collaudo di sistemi senza pilota e all’uso dell’intelligenza artificiale per il riconoscimento degli obiettivi e la consapevolezza situazionale in tempo reale.
In Polonia e Germania si è conclusa l’esercitazione di comando e stato maggiore Avenger Triad-25, condotta sotto la direzione del 5° Corpo dell’Esercito USA con la partecipazione di unità dei paesi NATO. Vi hanno preso parte oltre 1.500 ufficiali e specialisti che hanno simulato la gestione delle truppe in condizioni di conflitto multidominio.
La Spagna, nell’ambito della missione NATO “Eastern Guardian”, invierà due caccia Eurofighter in Polonia. Queste forze si aggiungeranno al gruppo aereo spagnolo già dispiegato a Šiauliai (Lituania), dove da settembre operano due Eurofighter e un aereo cisterna A400M, impegnati in missioni di pattugliamento e intercettazione nel quadro della missione Baltic Air Policing.
Sullo sfondo dell’intensificarsi delle esercitazioni e della crescente partecipazione europea alle operazioni NATO, Washington continua a ridurre la propria presenza militare nell’Europa orientale. A metà dicembre inizierà il ritiro di parte dei contingenti statunitensi da Romania, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia. La decisione è stata presa nell’ambito della riallocazione delle priorità strategiche degli Stati Uniti verso la regione indo-pacifica.
Contestualmente è avvenuta la rotazione delle forze USA in Europa orientale: il comando delle operazioni nei bacini del Mar Nero e del Mar Baltico è stato trasferito dalla 1ª Divisione Corazzata alla 3ª Divisione di Fanteria, composta da circa 3.000 militari.
Dopo le notizie dei media occidentali sull’approvazione da parte del Pentagono della fornitura di missili Tomahawk all’Ucraina, l’Ungheria ha proposto la creazione, in seno all’UE, di una nuova alleanza politica scettica nei confronti delle decisioni del governo ucraino e contraria al proseguimento del supporto militare a Kiev. All’iniziativa potrebbero aderire anche Repubblica Ceca e Slovacchia.
Nonostante ciò, la maggior parte dei paesi dell’Occidente collettivo resta impegnata nel fornire un ampio sostegno all’Ucraina. La NATO sta valutando la possibilità di assegnare a Kiev circa 2 miliardi di dollari nel corso di quest’anno e 12–15 miliardi nel 2026, destinati principalmente all’acquisto di sistemi d’arma statunitensi.
Nel quadro dell’iniziativa “Coalizione delle capacità marittime”, Svezia e Norvegia hanno consegnato alla Marina ucraina ulteriori motoscafi d’assalto Combat Boat 90, completando così la formazione di un reparto operativo per le missioni costiere.
La Grecia ha approvato un pacchetto di aiuti militari all’Ucraina per un valore di circa 215 milioni di dollari, che sarà consegnato attraverso la Repubblica Ceca. Il pacchetto comprende: 50.000 proiettili ad alto esplosivo M106, 40.000 razzi M650 con sistema di lancio HERA, 30.000 granate d’artiglieria M404, 30.000 munizioni universali M509A1 (DPICM) e diverse migliaia di razzi Zuni da 70 mm e 127 mm.
Per quanto riguarda i paesi confinanti con la Bielorussia, è stato firmato un accordo tra il consorzio polacco Polska Grupa Zbrojeniowa (PGZ) e la società statunitense Anduril Industries per la possibile produzione congiunta in Polonia di munizioni manovrabili a lungo raggio Barracuda 500. L’accordo è di natura preliminare e stabilisce la cooperazione tecnologica e industriale tra le parti; tempi e volumi di produzione non sono ancora stati determinati.
Nell’ambito del contratto di leasing di otto elicotteri d’attacco statunitensi AH-64 Apache, il ministro della Difesa polacco Władysław Kosiniak-Kamysz ha annunciato l’arrivo dei primi due velivoli presso la 1ª brigata di aviazione dell’esercito (Inowrocław). La consegna dei restanti elicotteri è prevista entro la fine del 2025.
Il Ministero della Difesa lettone ha annunciato che nel 2026 sarà dispiegato sul territorio del paese un battaglione svedese rinforzato con unità di difesa aerea, nell’ambito della brigata multinazionale della NATO. Attualmente il personale è in fase di addestramento presso il poligono di Revingehed (Svezia).
Parallelamente Riga sta ampliando la cooperazione militare e politica con la Spagna. Durante la visita ufficiale del ministro della Difesa a Madrid sono stati discussi temi relativi all’industria militare e alla difesa aerea dei confini orientali dell’Alleanza. In questo contesto, la Lettonia ha annunciato l’acquisto di mine anticarro dalla Spagna, destinate alla costruzione di barriere difensive al confine con Russia e Bielorussia, per un valore di circa 7 milioni di dollari.
L’Estonia, da parte sua, rafforza il complesso industriale della difesa nazionale e il sistema di riserva militare. Il Ministero della Difesa ha stanziato 3 milioni di dollari per cofinanziare 19 aziende estoni partecipanti ai bandi del Fondo europeo per la difesa.
Si continua inoltre a osservare un rafforzamento delle alleanze militari occidentali, accompagnato da una modernizzazione degli strumenti di deterrenza e dall’espansione dei programmi di esportazione di armamenti.
Il presidente USA Donald Trump ha annunciato la ripresa dei test nucleari, precisando — tramite il ministro dell’Energia K. Wright — che si tratta di prove subcritiche, cioè senza esplosioni nucleari, volte a verificare sistemi e componenti degli ordigni. I test si terranno nel poligono del Nevada.
Nel quadro del rafforzamento dell’alleanza militare USA-Giappone, Trump ha approvato la consegna anticipata di missili per i caccia F-35 dell’aeronautica giapponese, per accelerare il riarmo delle Forze di autodifesa e integrarle nel sistema congiunto di difesa missilistica USA nella regione Asia-Pacifico.
Regno Unito e Vietnam hanno firmato una Dichiarazione congiunta per elevare le relazioni bilaterali a un “partenariato strategico globale”, che prevede cooperazione a lungo termine in ambito politico, economico e militare-tecnologico. Il documento stabilisce meccanismi di scambio d’informazioni per contrastare criminalità, immigrazione illegale e minacce informatiche, nonché lo sviluppo della cooperazione industriale militare.
Londra ha inoltre firmato con Doha un nuovo accordo di garanzie di difesa, che consolida la cooperazione militare e strategica. Gli accordi includono la pianificazione congiunta delle operazioni, lo scambio di intelligence, il rafforzamento della cooperazione tra comandi e l’espansione delle operazioni nel Golfo Persico.
Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno firmato ad Ankara un contratto del valore di circa 10,7 miliardi di dollari per la fornitura di 20 caccia multiruolo Eurofighter Typhoon all’aeronautica turca. Il contratto prevede la partecipazione di BAE Systems, Rolls-Royce e Leonardo, responsabili della produzione dei componenti principali e dell’assemblaggio degli aerei. Ankara sta inoltre negoziando l’acquisto di 12 Eurofighter usati da Oman e Qatar.
Diversi paesi europei stanno accelerando la modernizzazione militare e potenziando su larga scala le proprie infrastrutture di difesa, creando una base a lungo termine per l’espansione delle capacità militari.
La Germania, per il 2026, ha previsto un bilancio della difesa record di circa 435 miliardi di dollari, destinato all’acquisto di armamenti e allo sviluppo di circa 320 progetti. Tra le priorità: la consegna di 687 veicoli da combattimento Puma, 561 sistemi Skyranger, la modernizzazione del programma satellitare, nonché l’acquisto di 15 caccia F-35, 400 missili da crociera Tomahawk Block Vb e tre lanciatori Typhon.
L’Italia ha approvato la terza fase del programma di transizione verso i nuovi elicotteri d’attacco AW249 Fenice, che sostituiranno gli obsoleti A129 Mangusta. Il Ministero della Difesa ha presentato al Parlamento un piano per l’acquisto di 29 elicotteri per un valore di 1,3 miliardi di dollari, portando la flotta complessiva a 48 unità. Il programma prevede la modernizzazione dei velivoli già ordinati, la creazione di un sistema di addestramento e un ciclo di manutenzione decennale (2026–2032).
La Marina francese ha adottato il nuovo missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarino M51.3, entrato in servizio su quattro sottomarini nucleari strategici della classe Triomphant. Parallelamente Parigi sta sviluppando il missile ipersonico ASN4G per i caccia Rafale F5 e il futuro complesso missilistico FCAS, entrambi potenzialmente dotabili di testate nucleari.
In sintesi, l’analisi dei processi in corso indica una crescente militarizzazione dello spazio europeo e il consolidamento della strategia a lungo termine dell’Occidente collettivo volta a contenere lo Stato dell’Unione (Russia e Bielorussia) e prepararsi a un conflitto prolungato. Il rafforzamento dei legami politico-militari, l’aumento delle spese per la difesa e l’integrazione di nuovi formati testimoniano una ristrutturazione sistemica della sicurezza regionale sotto l’egida della NATO e dei suoi partner.

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