COMUNICATO STAMPA riguardo al rapporto dello IAI

 

Un recente rapporto dell’IAI – Istituto Affari Internazionali, dedicato alle presunte attività di propaganda cinese nello spazio informativo italiano, inserisce tra i cosiddetti “media allineati” anche La Fortezza di Brest, insieme ad altri canali e piattaforme che discutono di multipolarismo, BRICS e trasformazioni dell’ordine internazionale.

Lo stesso documento riconosce che nel periodo analizzato le operazioni di influenza coordinate sono state limitate e che l’impatto complessivo di tali attività nello spazio informativo italiano risulta marginale. Nonostante questo, chiunque metta in discussione l’ordine geopolitico dominato dall’Occidente viene rapidamente classificato come amplificatore di propaganda straniera.

 


C’è però un dettaglio che nel rapporto compare nero su bianco: lo studio è stato realizzato con il sostegno finanziario dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia.

Questo è il punto politico centrale.

Un’analisi che pretende di individuare l’influenza di potenze straniere nel dibattito pubblico italiano è stata finanziata direttamente dalla rappresentanza diplomatica della principale potenza militare presente nel nostro Paese.

Gli Stati Uniti non sono un osservatore esterno della politica italiana. Da decenni mantengono nel nostro territorio basi militari, infrastrutture strategiche e una presenza politica e militare che condiziona profondamente le scelte del Paese. L’Italia è uno dei principali avamposti della proiezione militare statunitense nel Mediterraneo e in Europa.

In questo contesto, è difficile non vedere l’ipocrisia di chi parla di “influenza straniera” mentre produce rapporti finanziati da una potenza che esercita un’influenza strutturale e permanente nel nostro Paese.

Ancora più grave è il silenzio della politica italiana, che da anni accetta senza discussione una condizione di subordinazione strategica sempre più evidente. L’Italia viene trattata sempre più come una piattaforma operativa all’interno della strategia globale statunitense: basi, logistica, proiezione militare.

Una grande base avanzata nel Mediterraneo più che uno Stato sovrano.

In questo scenario, etichettare come “propaganda” qualsiasi analisi critica dell’ordine internazionale o qualsiasi discussione sul multipolarismo serve solo a delegittimare il dissenso.

La Fortezza di Brest non ha alcuna intenzione di farsi intimidire da queste operazioni.

Se parlare di multipolarismo, di BRICS e della crisi dell’egemonia occidentale significa essere inseriti in liste di “media allineati”, allora la risposta è semplice: continueremo a farlo.

Il vero problema non sono le voci critiche nel dibattito pubblico italiano.

Il vero problema è l’ingerenza politica e strategica di una potenza straniera nel nostro Paese — e la totale disponibilità delle élite italiane ad accettarla.

 

*Il paper “La propaganda cinese e l’ambiente dell’informazione in Italia” a cura del Team Asia del programma ‘Attori globali’ è parte del progetto “Mapping and Countering China’s FIMI Activities in Italy”, realizzato dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) grazie al sostegno finanziario dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia.

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